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martedì 9 giugno 2020

STEP #22 UNA SERIE TV

Episodio I - La fame del successo

Elizabeth Schimdt è la giovane protagonista di questa vicenda ambientata nella Germania nella seconda metà del del XXI secolo.
La ragazza, ambiziosa e molto intelligente, è a capo di una nota azienda di autovetture con sede vicino a Berlino, e diventa famosa a livello nazionale perché una volta ereditate le redini dell'azienda dal padre che, stanco, decide di ritirarsi e godersi gli ultimi suoi anni di vita, ne fa aumentare in pochissimo tempo i guadagni e le sedi all'interno dello Stato. Ciò avviene perché riesce a trovare il modo di produrre tantissime autovetture ogni giorno, sebbene questo fosse significato rinunciare alla realizzazione di progetti eco sostenibili, e anzi, avesse portato ad un aumento non indifferente dell'inquinamento da parte di tutte le sedi. Nonostante ciò, Elizabeth è felice perché non le manca nulla dalla vita: il lavoro va a gonfie vele, le entrate sono cospicue ed è ammirata da tutti.


Episodio II - Il danno

Con il passare degli anni Elizabeth viene sanzionata ripetute volte a causa delle emissioni nocive delle sue aziende: lei ha sempre deciso di pagare tutto piuttosto che convertirsi ad un'etica che tenesse conto dei problemi ambientali. Dopo molto tempo però, iniziano a sopraggiungere gravi problemi alla flora ed alla fauna marine e terrestri nei pressi delle sedi delle imprese: i torrenti d'acqua nelle vicinanze fungevano da scarico per le aziende ed erano divenuti corsi fangosi pieni di scorie radioattive, le piante smettevano di crescere, gli uccelli si intossicavano respirando il fumo emesso dalle ciminiere.
Elizabeth sapeva bene che la sua importante posizione all'interno del mercato sia estero sia nazionale le avrebbe consentito di evitare ripercussioni per il danno ambientale che le sue ditte stavano generando, ma allo stesso tempo vedeva distruggersi attorno a sé tutto lo spettacolo naturale all'interno del quale era nata e cresciuta.

Così, forte dell'idea di salvare e ripristinare il paesaggio, decide di intervenire, di fare qualcosa.

Episodio III - La svolta

La giovane inizia con il cambiare radicalmente i suoi metodi di produzione, interessandosi su nuovissimi sistemi energeticamente efficienti e all'avanguardia. Scopre la validità delle celle fotovoltaiche e decide di dotare tutte le sue sedi di grandissimi pannelli solari. Successivamente promuove diverse campagne eco-friendly, converte la sua impresa in una no-profit e lancia tantissime raccolte fondi per aiutare a spargere il messaggio dell'importanza della salvaguardia ambientale.
Elizabeth capisce inoltre che il guadagno "naturale" che ne trasse non sarebbe mai stato equiparabile a nessuna somma di denaro e, proprio per questo, decide di lasciare la guida dell'azienda ad un suo collaboratore, per potersi dedicare interamente allo spargimento di questo nobile messaggio.

mercoledì 3 giugno 2020

IMPRENDITORIALITA' E INNOVAZIONE

Efficienza e creatività nel mercato

Genius is one percent inspiration, ninety-nine percent perspiration

Thomas Edison

The best thing about ideas is that they are like buses – there is always another one coming
Richard Branson

Si è soliti pensare che nell'ambito del mercato odierno siano le qualità innovatrici e creative a contare maggiormente, trascurando ciò che in realtà vale molto di più nel mondo degli affari: il saper cogliere il momento giusto, la popolarità, la pubblicità e la comunicazione con il consumatore; questi ultimi sono soltanto una piccola parte degli atteggiamenti che fanno la differenza nella vendita, e che fungono da marchio separatore di una buona idea da una buona gestione dell'idea stessa.
Un esempio calzante di una situazione in cui un marchio prevalse su di un altro copiandone l'idea ma utilizzando dei mezzi efficaci, è senza dubbio quello della Coca-Cola, conosciutissimo brand della nota bevanda analcolica.
John Pemberton era un farmacista di Atlanta, e fu il primo ad inventare e ad inserire nel mercato nel 1884 la Coca-Cola, all'epoca una bevanda alcolica chiamata The Pemberton's French Wine Coca, la quale conteneva estratti di cocaina e di caffeina.
Il prodotto era essenzialmente un'imitazione del 
Vin Mariani, una miscela di vino e foglie di cocaina che ottenne uno straordinario successo negli anni Ottanta del XIX secolo, ispirando tantissime altre bevande. Mariani era un farmacista francese specializzato in "wine tonic", una formula comune per ingerire i medicinali a quei tempi: essi infatti si dissolvevano più facilmente nell'alcol, e il vino li rendeva più gustosi.
The Coca-Cola Company, 1886
Successivamente, sfruttando quelle che al tempo erano definite le "miracolose" qualità della cocaina, Mariani inventò il suo "coca wine”: in molti seguirono la sua idea, ma egli si impegnò sempre per rimanere il leader sul mercato, trovando spesso l'appoggio di celebrità quali reali, Papi, fisici, scienziati, artisti (come ad esempio Thomas Edison, i fratelli Lumiere, Arthur Conan Doyle...).
Nel 1886 Atlanta favorì delle leggi contro il consumo di bevande alcoliche, e fu in questo momento che Pemberton introdusse velocemente una versione di quel prodotto senza alcol. Egli ebbe la geniale idea di sostituire il vino con una grande quantità di zucchero, di aggiungere anidride carbonica, e di vendere la bevanda come vero e proprio prodotto e non più come medicina: fu un enorme successo.
In questa situazione si fece avanti l'imprenditore Asa Griggs Candler, che comprò la coca-cola e creò "The coca-cola company", da cui ebbe sempre più notorietà e guadagni, tanto da estendere la vendita in gran parte del mondo.

Riporto in seguito una citazione del professor Paolo Landoni del Politecnico di Torino (del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione), che funge da formula coincisa dell'argomento appena trattato:

 "You don’t need revolutionary ideas to develop great products and companies. You don’t even need to be the first to introduce these ideas in the market."

STEP #21 NELL'ETICA

Efficienza, ideologia e codice etico:
le organizzazioni non profit

Sentiamo spesso parlare delle organizzazioni "non-profit", ma ci siamo mai chiesti cosa significhino veramente? Il termine inglese vuole definire un'organizzazione non a scopo di lucro, cioè un'organizzazione che non è destinata alla realizzazione di profitti ma che reinveste gli utili interamente per gli scopi organizzativi.
La nozione ha cominciato a delinearsi dal 1950 presso i paesi economicamente più progrediti, insieme ad un' attenzione sociale per le attività di solidarietà, favorita sia dal miglioramento delle condizioni economiche generali, sia dalla diffusione dell'informazione, che ha agevolato la conoscenza di particolari situazioni di disagio nel mondo.
Rientrano dunque nella categoria "nonprofit" tutte le organizzazioni cui sia applicabile la disciplina riservata alle organizzazioni non lucrative di attività di utile sociale (ONLUS) e anche quelle che potrebbero presentare caratteristiche affini.
In base alla loro struttura e al loro tipo di status giuridico, la legislazione italiana distingue gli enti che compongono il mondo del non profit in cinque differenti tipologie:
1) le organizzazioni non governative (ONG);
2) le organizzazioni di volontariato (ODV);
3) le cooperative sociali (APS);
4) le fondazioni ex bancarie;
5) le associazioni di promozioni sociali.

 Esempi  di interventi nonprofit nell'ambito della "Finanza ed etica"
La finanza etica nasce per sostenere le attività di promozione umana e socio ambientale e pone al centro della sua attività la persona e non il capitale; tale sistema garantisce credito ai soggetti che hanno un progetto socialmente importante ma che non ottengono finanziamenti dagli istituti bancari tradizionali perché sprovvisti di garanzie patrimoniali.
icona ONLUS
Tra le organizzazioni fondatrici, la più rilevante è l' Associazione finanza etica, attiva sin dalla fine degli anni settanta, la quale si propone di far crescere la cultura della finanza etica.
Esiste anche il consorzio finanziario Etimos, che raccoglie risparmio a sostegno di esperienze micro-imprenditoriali e programmi di micro-finanza nel Sud del mondo.
Interventi di aziende profit
Le aziende profit hanno lo scopo in questo caso lucrativo, prevalentemente volto alla trasformazione di materie prime o semilavorati per ottenere prodotti finiti da vendere ad altri operatori commerciali o agli utilizzatori finali. In questi casi vengono anteposti ad un'etica corretta il guadagno e gli intressi.

lunedì 18 maggio 2020

FILOSOFIA: L'EFFICIENZA DEL METODO

Ci occupiamo adesso del metodo, elemento fondamentale della filosofia perché attorno ad esso si possono capire struttura e tipologia di un qualunque argomento filosofico.
Innanzitutto è importante sottolineare che il metodo è lo strumento di cui si serve la filosofia per costituirsi come scienza, e in secondo luogo sapere che ne esistono di tipologie differenti (basti far notare che all’interno di uno stesso autore possono coesistere metodi diversi).
Uno dei primi metodi che la filosofia ha utilizzato è il suo costruirsi attraverso i miti. Che cos'è il mito? E' un racconto che trova la sua origine in antiche narrazioni, e che ha molto a che fare con le strutture letterarie e con quelle narrative; ciò lascia intendere come la filosofia sia stata inizialmente molto vicina alla narrazione letteraria distaccandosene poi graduatamene, sviluppando notevolmente l’argomentazione.

Propongo in seguito l'estrapolato di una lezione della docente dell'Università degli Studi di Torino Tiziana Andina, sulla spiegazione dell'importanza e dell'efficienza del metodo in filosofia:
«L’indagine genealogica si caratterizza principalmente per essere orientata ad individuare l’origine di concetti, argomenti e sistemi teorici al fine di comprendere anche le loro discendenze e relazioni con altri elementi teorici. Porre attenzione all’origine vuol dire considerare quali siano le radici, per esempio di un certo concetto, così da poter fare luce anche sulle stratificazioni teoriche e culturali che lo hanno determinato nel tempo. 
In momenti diversi della storia del pensiero, alcuni filosofi hanno compiuto questa operazione. In particolare, nell’Ottocento Friedrich Nietzsche (1844-1900) intraprende una ricerca sulle origini della morale, polemizzando sul suo carattere oggettivo – a questo tema sono dedicate le tre dissertazioni che compongono la sua opera, la Genealogia della morale (1887).  Nella seconda metà del Novecento, il filosofo e storico francese Michel Foucault (1926-1984) risale all’origine della relazione tra il fenomeno della follia e il suo riconoscimento sociale. Considerando il nesso tra le strutture di cura, i malati e la loro marginalizzazione, egli sviluppa la sua indagine ne La storia della follia nell’età classica (1961) chiarendo come lo status di ‘folle’ per le persone con disagi mentali si sia imposto nella società. Il metodo genealogico presuppone dunque che il compito della filosofia sia quello di portare alla luce la complessità dell'origine e delle stratificazioni concettuali e insieme le implicazioni teoriche ad essi connesse»

domenica 17 maggio 2020

AGRICOLTURA EFFICIENTE: TRADIZIONALE O IDROPONICA?

Lo sapevi? In Veneto è stato avviato un progetto nominato "Ri-Genera", attuato per la riqualificazione di alcuni edifici mediante l'utilizzo della tecnica dell’ agricoltura idroponica.
Il progetto è a cura dell'azienda nazionale Enea (Enea.It) ed è stato varato al fine di ricostituire spazi urbani abbandonati o edifici non più utilizzati.

Esempio di agricoltura idroponica
L'idea innovativa consiste nella trasformazione di tali costruzioni in serre verticali a coltivazione idroponica. 
“Le serre verticali a coltivazione idroponica, ovvero fuori suolo, garantiscono una maggiore produzione di verdure con minimo consumo di acqua e senza uso di pesticidi”, spiegano da Enea.
Si tratta di un impianto per coltivazioni intensive che è sviluppato su più piani e realizzato in ambienti chiusi e climatizzati: ciò permette di sfruttare al massimo lo spazio disponibile e di eliminare eventuali rischi legati al clima che solitamente affliggono l’agricoltura tradizionale.
Come funziona?La fotosintesi è accelerata dalle luci a led che consentono alle piante una rapida crescita con qualità organolettiche e nutritive ottimali, e tutte le altre operazione sono invece svolte da sistemi interamente robotizzati.
Una tale tipologia di serra si può adattare facilmente ad ogni contesto urbano e permette dunque non soltanto una produzione alimentare più efficiente ma anche una riqualificazione edile non indifferente.

venerdì 15 maggio 2020

EFFICIENZA LUMINOSA

L'efficienza luminosa di una sorgente si definisce per la luce, ed è una grandezza che si esprime attraverso il rapporto tra il flusso luminoso e la potenza radiante (flusso radiante). Dimensione: lumen/watt.

Cos'è il flusso luminoso?
Il flusso luminoso è definito in base alla percezione soggettiva dell'occhio umano medio e corrisponde ad una particolare curva all'interno dello spettro della luce visibile.
Per esempio, una lampadina emette radiazione anche al di fuori di quella che rappresenta per l'uomo la "banda del visibile", e cioè in genere nell'infrarosso per l'effetto Joule e nell'ultravioletto, ma questi non contribuiscono alla sensazione di luminosità. 


Cos'è la potenza radiante?
La potenza radiante (o flusso radiante) è una grandezza fisica studiata in radiometria, ed è l'energia totale di radiazione elettromagnetica (inclusi infrarossi, ultravioletti e luce visibile) emessa, riflessa, trasmessa o ricevuta, da una sorgente o da una determinata superficie per unità di tempo. L'unità di misura nel SI è il watt.


N.B. Una lampada ha una maggiore efficienza luminosa quanto più è in grado di emettere uno spettro di radiazioni adatte alla percezione umana, ovvero abbia una distribuzione spettrale di potenza (che equivale alla potenza su unità di superficie per unità di lunghezza d'onda di un'illuminazione
) concentrata nello spettro visibile (cioè intorno a lunghezze d'onda di 555 nm).
Efficienza luminosa di una lampadina a LED

sabato 9 maggio 2020

QUANTO E' EFFICIENTE LA NOSTRA MEMORIA?

«Ogni giorno qualcosa svanisce dalla nostra memoria. Ed è una vera fortuna: una memoria perfetta complicherebbe notevolmente la nostra vita».
Sandra Czaja
La memoria umana è una funzione psichica che consente all'uomo di assimilare ed elaborare con la mente grandi quantità di dati sensibili percepiti tramite vari organi, come quelli sensoriali.
E' importante sapere che la memoria è presente, a vari livelli, in tutti gli esseri animali: la sua importanza primaria sta nel fatto che non esiste alcun tipo di azione condotta senza memoria; si può dunque ritenere la memoria come una base molto importante che rende possibile la conoscenza umana e animale.
Digitalizzazione del cervello umano
Quanto è capiente la memoria umana?
La capacità della memoria di un adulto medio si aggira intorno ai trilioni di byte di informazioni, per intenderci siamo nell'ordine dei Terabyte (TB). In uno studio di Stanford è stato riportato che la sola corteccia cerebrale possiede 125 trilioni di sinapsi ed in un' altra ricerca è stato riportato che un'unica sinapsi è in grado di memorizzare fino a 4,7 bit di informazioni. Le sinapsi sono i "ponti" tra i neuroni (le cellule che elaborano e trasmettono i messaggi all'interno del cervello) e lavorano tramite impulsi elettrici, indispensabili per la trasmissione di informazioni.
Di seguito propongo un paragone interessante della rivista digitale "Computerworld", secondo la quale Yahoo - il gigante di Internet - ha creato appositamente un “magazzino di dati” che utilizza la sua immensa capacità di archiviazione delle informazioni per analizzare il comportamento del suoi mezzo miliardo di visitatori mensili. "Non è solo il database più grande al mondo, ma anche il più occupato", ha riferito la rivista.
Tuttavia, il centro di calcolo di Yahoo, che può elaborare 24 miliardi di "eventi" al giorno, è del 20% più piccolo della capacità di un singolo cervello umano.


Per saperne di più:
"Che cos'è la memoria? - Ulisse"

Riferimenti:

martedì 5 maggio 2020

EFFICIENZA INFORMATICA

Quando ci si riferisce all'efficienza informatica, si vuole intendere l'indice di risorse informatiche che vengono utilizzate da un software, o meglio, da un algoritmo (che ricordo essere una sequenza finita di azioni che il calcolatore deve eseguire per risolvere un problema o realizzare una parte di programma) durante l'esecuzione.
Principalmente vengono considerati solo due fattori:
• il tempo di utilizzo della CPU (Central Processing Unit → sovraintende a gran parte delle funzionalità del computer);

• lo spazio occupato dal programma e dai dati in memoria;
Generalmente quando si desidera analizzare un algoritmo si tralascia l'analisi della memoria e si considera soltanto la complessità computazionale. Quest'ultima si svolge mediante l'utilizzo delle notazioni analitiche asintotiche, in particolare quella dell'O-grande, che rappresenta il massimo tempo (o spazio) impiegato dal programma a meno di una costante.

Riferimenti : Efficienza_informatica

Che cos'è l'informatica?

martedì 28 aprile 2020

EFFICIENZA ENERGETICA

Un semplice schema sulle energie rinnovabili
L'efficienza energetica di un sistema fisico è la capacità di quest'ultimo di ottenere un certo risultato mediante l'utilizzo di una minor quantità di energia rispetto a quella utilizzata da altri sistemi detti "a minor efficienza", aumentandone dunque il rendimento e il risparmio.
La si può riassumere con la formula “riuscire a fare di più con meno”,adottando le tecnologie all'avanguardia e acquisendo un comportamento più  responsabile verso gli usi energetici. Continue ricerche in tutto il mondo sono volte alla scoperta di soluzioni a maggior efficienza energetica. Lo sapevi? Secondo i dati presenti sul sito del Ministero dello sviluppo economico, «l’Italia è uno dei Paesi a maggior efficienza energetica, con una intensità energetica primaria inferiore di circa il 18% rispetto alla media UE». Come ogni Stato facente parte dell'Unione Europea, anche quello italiano dispone di obiettivi nazionali da raggiungere entro dei termini prestabiliti e, tra i tanti, voglio menzionare quello di ottenere una riduzione di 20 milioni di TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) al 2020. Grazie ai risultati degli studi fisici effettuati sul territorio e alla grande importanza rivestita dai forti temi etico-morali sollevati dai problemi ambientali odierni, sono stati resi disponibili dallo Stato diversi strumenti di incentivazione al fine di promuovere l'efficienza energetica: tra questi le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione, il conto termico e il sistema dei certificati bianchi.


lunedì 6 aprile 2020

APPLE E LA SUA EFFICIENTE FORZA COMUNICATIVA

La società statunitense Apple Inc. è a mio avviso una tra le aziende con le migliori forze comunicativa e divulgativa mai esistite nella nostra epoca. 
Il messaggio pubblicitario che Apple desidera far percepire a tutti i suoi potenziali consumatori si risolve nel noto e ben studiato slogan "think different", in auge fin dal 1997.
Slogan Apple 1997

Il brand è riuscito ad inviare al cliente, tramite spot e pubblicità, un potente messaggio di qualità e innovazione, rivelandosi spesso all'avanguardia in materia tecnologica e riuscendo sempre ad applicare l'importante meccanismo di differenziazione del prodotto su cui si è costantemente basata l'azienda.
La pubblicità è da tempo un potentissimo mezzo di comunicazione, ed è dunque per questo che più lo spot è immediato, chiaro, efficace, e più risultano efficiente il suo scopo e maggiore la sua portata mediatica.
E' importante quindi che lo studio di uno slogan e la cura dei particolari per realizzarne l'intera pubblicità debbano sempre essere considerati in primo piano dal venditore per una buona riuscita dello stesso esplicito intento pubblicitario.
Curiosità: è stato obiettato da alcuni che lo slogan potesse essere grammaticalmente scorretto e che la forma da usare fosse "think differently". In realtà "different" non è l'avverbio che modula il verbo "think" ma è esso stesso l'oggetto (nota il potente significato) del predicato, così da rendere il motto assolutamente corretto a livello grammaticale (fonte⇒Think different-Apple).
Raccolta spot Apple 1984-2014

Spot Apple iPhone 11/11 pro (settembre 2019)

domenica 5 aprile 2020

STEP #05 NELLA PUBBLICITA'

La pubblicità fa parte della nostra quotidianità da tantissime generazioni, e questo penso sia un qualcosa di assodato e di collettivamente condiviso. Non si può dunque negare che la continua comunicazione visiva e/o uditiva che riceviamo anche inconsciamente da parte dei più svariati metodi pubblicitari,ogni giorno, ci influenzi continuamente nelle preferenze, nei giudizi e nelle scelte.
Icona gruppo Enel
Occorre però differenziare una pubblicità dal buon intento da una più subdola: quella sotto condivisa è la pubblicità del gruppo Enel Energia.
Il gruppo è uno tra i maggior fornitori italiani di gas naturale ed energia elettrica ed è impegnato da sempre nel risparmio, nel conseguimento dell'ibrido, e in tutte quelle operazioni che permettano il raggiungimento dell'efficienza energetica, tanto ambita per fini eco sostenibili.

La pubblicità ritrae in pochi secondi due amiche, Eva e Anna, da quando sono bambine fino a quando diventano adulte ed è totalmente giocata sul significato di energia, quella che permette l'illuminazione e il riscaldamento ma anche quella "stessa" che anima le due amiche insieme. In seguito viene poi ricordato che il gruppo utilizza fonti rinnovabili, ed in ciò attua la sua comparsa l'efficienza energetica.


lunedì 23 marzo 2020

UN PO' DI CHIAREZZA...

E' uso comune nel linguaggio parlato l'utilizzo indistinto dei termini efficienza ed efficacia, quasi come se fossero interscambiabili a piacere. In verità la differenza esiste ed anzi, riflette anche due concetti distinti. Dunque, facciamo chiarezza.
L'efficacia si riferisce alla diretta capacità di raggiungere un determinato obiettivo, l'efficienza si riferisce invece alla valutazione dell'abilità impiegata insieme con l'utilizzo di risorse minime indispensabili.
Entrambi i termini sono molto impiegati nel linguaggio economico e giuridico, nonché nel mondo del lavoro, perciò ritengo indispensabile capirne a pieno le differenze, senza citarli a sproposito.
L'esempio proposto sul sito Efficienza-Efficacia-differenze (sotto proposto) penso che sia chiaramente esplicativo, consiglio di dare un'occhiata:
«Se due atleti si prefiggono di correre i 100 metri in meno di 10 secondi e riescono nel loro intento, sono entrambi efficaci; ma tra i due risulterà più efficiente quello che avrà raggiunto l'obiettivo con il minimo dispendio di risorse (tempo dedicato all'allenamento, costi per materiale tecnico, allenatore, nutrizionista, integratori ecc.).»